I 5 posti più belli da visitare in Islanda

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Bagnata dal Mare di Groenlandia e dal Mar di Norvegia, l’isola si erge fiera e pacifica, piccolo porto sicuro osservato da lontano da Norvegia, Regno Unito e Groenlandia. L’oasi naturale, un tempo meta lontana, curiosa e, sicuramente, tanto affascinante quanto di difficile approdo, si offre ancora oggi quale perla rara e un mondo estremamente toccato dalla mano umana, a volte dimentico del valore di una natura incontaminata, selvaggia e bellissima nei suoi molteplici scenari, odori e colori.

Sì, perché l’Islanda si assapora con ogni senso, dalla vista del cielo stellato striato di verde al tatto del suolo a volte brullo, a volte ricoperto di verde ed altre, invece, semplicemente rivestito di un perenne manto nevoso, candido e pacifico, capace di infondere serenità a colui che, pronto a immergersi completamente nell’ambiente incontaminato, decida di fare un’esperienza pura e completa, proprio a 360 gradi. 
Grandi silenzi, poi, animano l’Islanda, silenzi diversi da quelli tetri e incerti: distese desertiche e sperdute si susseguono a costoni rocciosi a picco sul mare spumoso; cascate fruscianti vivificano, con i loro getti d’acqua, conche cristalline e perse nel bel mezzo dell’entroterra; isolate costruzioni di stampo antico, poi, si offrono quale baluardo di una civiltà che ha saputo adattarsi, o meglio, sposarsi con un clima e un sistema di vita molto lontani dai nostri, gente tecnologica e sempre con lo smartphone a portata di mano.
L’Islanda è, prima di ogni altra cosa, questo: varietà, multiforme spettacolo di una natura integra, ancora in grado di narrare la propria bellezza, ancora capace di palesarsi agli occhi stanchi e spenti del cittadino ingrigito dai fumi delle città metropolitane per restituirgli la gioia di un’avventura piena e, sicuramente in grado di cambiarlo dentro. 
Ecco, dunque, il motivo di questo scritto:stilare, per chiunque abbia il coraggio e la voglia di vivere un’esperienza unica, una lista che contempli i cinque più bei posti da visitare una volta giunti in Islanda; affinché di questa oasi se ne possa godere ogni suo multiforme e affascinante aspetto.

A sud! Il Cerchio d’oro

L’appellativo “Cerchio d’Oro”, tributo alle bellezze naturali islandesi, è solitamente impiegato per indicare il percorso turistico più famoso e maggiormente frequenanto dai viaggiatori che giungono da ogni parte del mondo, cercando, in Islanda, paesaggi mozzafiato che riempiano gli occhi e facciano battere il cuore. Lungo più di 300 km, il cammino si fa marcia entusiasmante che parte da Reykjavík, capitale islandese, per spingersi fino agli altopiani a sud dell’isola, ritorno incluso….ovviamente.
Mete principali del percoso sono il Parco Nazionale di Þingvellir, le cascate Gullfoss e i geyser Geysir e Strokkur dell’ Haukadalur, valle islandese vicina al lago Laugarvatn: realtà tanto diverse eppure perfettamente coerenti con la natura selvaggia e incontaminata del posto. 

Il Parco Nazionale di Þingvellir e le sue meraviglie

Parco nazionale Þingvellir

Il parco nazionale di Þingvellir (la cui pronuncia mi risulta ancora impresa inavvicinabile) è un’area protetta, patrimonio dell’Umanità, sita nella zona sud-occidentale dell’Islanda. Il nome, “Þingvellir”, è il frutto dell’accostamento delle parole islandesi “parlamento” e “piana”, sicché diventa immediatamente chiaro il profondo richiamo al valore storico del posto e alla funzione svolta da questo stesso luogo antichissimo dove, per la prima volta nell’anno 930 d.C. venne fondato un primordiale parlamento, struttura oggi posta a fondamento della nostra società democratica. Attraversare il parco significa immergersi in un’ambiente avvolgente, quasi surreale: gole profonde e bagnate dallo scorrere del fiume Öxará, si intrecciano con distese infinite, lunghe fino all’orizzonte e di cui è impossibile calcolare l’estensione. Passeggiare, quindi, per i sentieri naturali, respirare aria pura e riempirsi gli occhi di meraviglia: il Parco Nazionale di Þingvellir è tutto questo.

La cascata del Gullfoss

Gullfoss

Regina di tutte le cascate, la Gullfoss, dall’islandese cascata d’oro, viene appellata in tal maniera per il meraviglioso salto doppio che la vede riversarsi nel letto sottostante, tra giochi di luce mozzafiato e gorgoglii poderosi. Salvata da uno spregiudicato progetto che la voleva far diventare diga per generare energia elettrica, la cascata Gullfoss travolge il viandante con il suo brusio costante e quasi ipnotico per sprofondarlo in una coltre umida che avvolge ogni cosa. Un giubbottino impermeabile, le giuste calzature e tanta attenzione diventano gli alleati perfetti per chi voglia presentarsi al cospetto della regina

Haukadalur: la terra dei geyser

Li conosciamo, innumerevoli volte li abbiamo visti in televisione, magari da bambini, spruzzare getti d’acqua e vapore poderosi e altissimi tanto da somigliare a colonne imponenti: i geyser diventano l’attrattiva principale della valle Haukadalur e affascinano coi loro getti roventi e fuori dal comune. Strokkur è il nome del geyser il cui zampillo è più frequente e preciso: puntuale come un orologio, infatti, circa ogni 4/8 minuti, esso stupisce gli spettatori con eruzioni tanto alte da sfiorare il cielo. Geysir, l’altro geyser dell’area, viene, invece, soprannominato il Grande Geysir per via della sua età: si ritiene, infatti, sia il geyser più antico della storia. Ad attestarlo sarebbe il nome stesso “Geysir” un derivato dal verbo islandese che sta per “eruttare” e dal quale discenderebbe lo stesso concetto di “geyser”. Irregolare nei tempi, ma non per questo meno affascinante, il geyser produce getti roventi capaci di spingersi fino ai 60 metri d’altezza – nel 1845 superò il raddoppiò in gittata per arrivare fino ai 170 metri dal suolo! Spettacoli meravigliosi, sì, ma attenzione alle distanze di sicurezza!

A Nord! Il Parco Nazionale dell Jökulsárgljúfur e altri nomi impronunciabili

Jökulsárgljúfur

Arroccato a nord dell’Islanda, nascosto a uno sguardo superficiale, sorge il maestoso parco Jökulsárgljúfur, dimora verde dell’omonimo e immenso canyon, attrazione turistica da tanti amata e da molti soprannominata, per ovvi richiami mentali, “il Grand Canyon d’Islanda“. Lungo e stretto, scavato dallo scorrere logorante di acque antiche e oramai prosciugate, il canyon Jökulsárgljúfur si estende in lunghezza per 30 km e può essere legittimamente soprannominato “il primo cittadino del parco naturale”. Ma non solo di voragini è costellata questa oasi intoccata e verdeggiante: un susseguirsi sinuoso di fiumi lanciati in corsa sfrenata fino agli strapiombi dà vita a uno spettacolare panorama fatto di meravigliose cascate di cui, sicuramente, la più bella e la più rinomata è la Dettifoss, alta più di 40 metri e che vanta una portata d’acqua senza pari. La cascata diventa meta esaltante e avvolgente, un’avventura raggiungerla e ammirarne da vicino il salto nel vuoto spettacolare: la sua maestosità fa sentire piccoli e, allo stesso tempo, fortunati per aver avuto la possibilità di rimirarla.

Dettifoss

Ecco dunque, attraverso gli occhi di chi ha visto e vissuto quei luoghi, una lista dei cinque più bei posti da visitare in Islanda affinché ci si possa sentire soddisfatti e intimamente migliorati da un’esperienza senza pari. La precedenza data alle bellezze naturali ovviamente non vuole escludere né dimenticare luoghi più vicini alla nostra quotidianità, seppur intrisi di senso di vita diverso.
La capitale d’Islanda, Reykjavík, ad esempio, diventa polo di enorme fascino dove, di fianco al bello naturale, si possa scorgere un diverso stile di vita, anche una differente concezione dell’esistenza. La socievolezza delle persone del luogo, poi, inclini soprattutto a grandi bevute in compagnia dopo le serate in discoteca o nei pubs, diventa tradizione popolare di inestimabile valore da condividere con amici vecchi e nuovi. Se, del resto, nel sangue islandese vi è ancora qualche residuo di animo e ritualità vichinga, allora, bere in compagnia di gente del posto potrà essere legittimamente considerato come un diverso “approcciarsi alla storia”.

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