Oggi voglio parlarti del quartiere Ryogoku di Tokyo, una delle tappe più suggestive del mio tour in Giappone.

Vedere Sumo al Ryogoku di Tokyo
In questa zona della città tutto parla, a eccezione del museo di storia, del Sumo: un’antichissima forma di combattimento a corpo libero che vede due avversari scontrarsi su un ring circolare, dohyo, realizzato in argilla e coperto da uno strato di sabbia.
La lista dei luoghi da visitare è davvero lunga, ma il primo classificato della tua top ten non può che essere il Kokugikan, il Palazzo Nazionale del Sumo che ospita, nei mesi di gennaio, maggio e settembre, tre tornei annuali e può contenere fino a 10000 spettatori.
Il mio consiglio, agenda alla mano permettendo, è di prenotare i posti per assistere a un incontro: i ‘masu-seki’, sedie della tradizione giapponese che possono essere occupate da un massimo di quattro persone, sono infatti particolarmente ambiti perché permettono di vivere tutta l’adrenalina del combattimento da vicino. I biglietti sono disponibili, a partire da un mese prima dell’evento, presso la Biglietteria Pia (Stazione di Shinjuku), ma li puoi anche bloccare tramite telefono(parlano quasi sempre inglese)  o internet.

Vedere Sumo al Ryogoku di Tokyo

Ora tieniti forte, perché il giorno della gara ti attende una sorpresa davvero con i fiocchi: il controllo del ticket viene, infatti, effettuato dagli ex lottatori divenuti, ora, dirigenti.

Il campionato ha inizio alle nove del mattino, quando i primi a salire sulla pedana, del diametro di 4,55 metri, sono gli atleti più giovani e non ancora classificati.
Tutti i sumotori indossano un perizoma di seta e si posizionano dietro due linee bianche tracciate a terra; le donne, considerate impure, non possono accedere all’arena, mentre l’arbitro impugna un ventaglio, simbolo della sua autorità, e porta con sè, come da tradizione, un pugnale.
Il terreno dove si svolgono gli scontri viene, infine, purificato con un rito a cui prendono parte gli stessi sportivi.

Se hai voglia, durante gli intervalli, fai un salto al Museo del Sumo ubicato al primo piano del Kokugikan. Al suo interno sono custoditi oggetti di vario genere e tra questi si annoverano quasi 4000 stampe colorate, 500 piccole sculture di celebri combattenti, grembiuli da cerimonia muniti di cinture in seta, le classifiche ufficiali dei tornei e molto altro ancora.
Al termine della giornata, se desideri calarti nei panni di un vero campione di Sumo, ti consiglio di recarti in uno dei tanti ristoranti della zona, dove puoi degustare la Chanko nabe, una zuppa a base di dashi, carne e verdura, che viene servita a questi colossi con un abbondante porzione di riso.
Se la fortuna non è stata dalla tua parte e non sei riuscito ad acquistare un biglietto per lo stadio non disperare: puoi sempre assistere agli allenamenti che si svolgono nelle palestre.

Personalmente ti suggerisco la Arashio-Beya che si trova vicino la stazione Hamacho; i lottatori si esercitano ogni giorno, dalle 7.30 alle 10.00 del mattino, e tu puoi seguirli passo passo da una vetrina che si affaccia sulla strada, divertente vero?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here